14 Settembre 2014

Cari amici,

lo scopo di “Italiano Espresso”, ogni domenica, è di trasmettervi cultura italiana. 

Lately, we have been giving space to our friends that want to share personal experiences, connected to Italy and the Italian culture.

Some of the friends have Italian origins, other just love Italy, and last Sunday we had Dan Cardone and Vince Ornato presenting for us. It was very interesting to learn about Dan’s research of his Italian Origins, and to see the paintings Vince did in Italy, or inspired by his travels there.

Both the presentations were in English, but it was so nice to see the love for Italy, that goes beyond any language. SO here it is, something deserves to be shared. I will use Italian, so that you practice, okay?

Pronti, partenza… via!

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ALLA RICERCA DELLE PROPRIE ORIGINI

Se volete scoprire le vostre origini, vi ci vorrà tempo e pazienza, ma una buona ricerca, sistematica, vi darà risultati soddisfacenti. Un po’ di fortuna, inoltre, serve sempre. Questa storia potrà ispirarvi ed aiutarvi ad iniziare la vostra avventura genealogica.

Dan non sapeva nulla della sua famiglia Italiana, ma ha volto fortemente scoprire tutto quello che poteva sui sui avi.

Come molti Italiani immigrati, passati da Coney Island più di un secolo fa, anche i suoi parenti volevano sentirsi Americani. Una volta imparato l’Inglese, hanno abbandonato l’Italiano, per cercare di integrarsi il più possibile nel Nuovo Mondo.

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(photo courtesy of Dan Cardone)

Dan aveva solo molte foto, e quasi nessun nome. Aveva anche dei documenti, che nel corso degli anni sono aumentati quando molti familiari Americani gli hanno mandato quello che avevano. Dan ha cominciato la sua ricerca e dopo 10 anni, può ritenersi soddisfatto: è riuscito a trovare persono il villaggio d’origine, in Basilicata: Rionero in Vulture.

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« Rionero di Vulture è un comune italiano di 13.349 abitanti della provincia di Potenza. È stato insignito della Medaglia d’argento al merito civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale. La città di Rionero è conosciuta in Italia anche per la sua ricchezza di acque Minerali. Qui opera l’azienda “Fonti del Vulture”, che imbottiglia tra le altre la famosa “Acqua Lilia”. » (Wikipedia)

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Nella mappa sopra, vedete dove è la Basilicata, in Italia. Come potete vedere è bagnata da due mari: il Mar Ionio e il Mar Tirreno. Nella mappa sotto, vedete il luogo dove si trova Rionero di Vulture.

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Dan ha potuto iniziare la sua ricerca grazie al ritrovamento di un foglio che uno zio aveva compilato, con molte storie e nomi. Poi molte foto, anche se (all’inizio) senza un nome, hanno aggiunto pezzi al puzzle.

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(photo courtesy of Dan Cardone)

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(photo courtesy of Dan Cardone)

La ricerca è passata attraverso cimiteri e lapidi. Dan ha scoperto di aver visitato la tomba di un suo parente dopo 115 anni dall’ultimo “visitor”. Una cosa molto toccante.

In vari archivi, è riuscito a trovare anche petizioni di cittadinanza, certificati di nascita, certificati di battesimo… la ricerca ha continuato a rimbalzare tra l’Italia (Rionero) e gli Stati Uniti, ma alla fine tutti i pezzi hanno trovato un posto, e  la famiglia è stata “scoperta” interamente.

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(photo courtesy of Dan Cardone)

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(photo courtesy of Dan Cardone)

Dan ci ha dato dei buoni consigli per poter fare la nostra ricerca. Ecco le cose più importanti da ricordare:

  • verificare tutte le “dicerie” (rumors) sulla famiglia: potrebbero essere solo storie incredibili, ma potrebbero essere storie vere!
  • insistere nella ricerca, fino a che non siete perfettamente soddisfatti. E anche dopo, continuate a controllare nuove fonti.
  • cercare di dare nome a tutte le foto che si hanno
  • cercare di scoprire tutto quello che si può anche di amici di famiglia, o persone vicine alla famiglia.
  • verificare i nomi: a volte sono stati americanizzati (Dan ha cercato anche “Gardone”, con la G)
  • coinvolgere tutta la famiglia di adesso, per cercare di recuperare oggetti, foto, documenti…

Un modo per aiutarsi nella ricerca, inoltre, è la consultazione di siti web come http://www.ancestry.com/ oppure http://www.findmypast.com/ e ancora https://familysearch.org/ per citare i più famosi. 

Potrete anche creare degli “alberi genealogici” che vi aiuteranno a ricordarvi i vostri cari. 

E ora la parte più bella della ricerca: pass it on! Se la vostra ricerca rimane “segreta”, verrà persa ancora. Bisogna impegnarsi per trasmettere le proprie origini, per esempio con photobooks delle foto raccolte, oppure… col vino!

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(photo courtesy of Dan Cardone)

Usate le foto come “regalo”: etichette, biglietti di auguri, cuscini con foto, mugs personalizzati… Brand the family! And be proud of it, always.

Perchè… la famiglia è la famiglia!

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VIAGGIO IN ITALIA

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(painting by Vince Ornato: Isle of Capri)

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No, non parlo di Goethe, ma di Vince! "Vince the artist" è un amico fedele di Italiano Espresso, e un fine painter

Vince è stato in Italia diverse volte, anche se è un fedele Pittsburgher. Sul suo sito web potrete vedere anche molti quadri ispirati all’industria dell’acciaio, dove ha lavorato anche lui. Ma torniamo in Italia…

Vince è stato in Italia anche per trovare ispirazione, anche se come ci ha raccontato, è stata l’ispirazione a trovare lui. Molti angoli di Italia lo hanno ispirato, molto improvvisamente, con naturalezza.

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(Music in Verona) not Verona, PA, of course! The TRUE VERONA ;)

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(Bambino in Italy)

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Memorie di persone o attimi di vita Italiana lo hanno accompagnato anche una volta tornato a casa a Pittsburgh. Ecco cosa scrive Vince, dell’Italia:

« Italia was everything I expected and more. Beyond her history, art and architecture, her glory and suffering, what most impressed me was the neverending patina of local people: individuals who gave you their full attention and made you feel important when you spoke with them; blue-collar men who dressed in slacks in the evening that were perfectly creased and wore shoes that were polished and shined; women of all ages and incomes who

did not toss on clothes but “put together” outfits in a European style, no matter how inexpensive; bambinos who milled about while anyone nearby kept a watchful eye on them; neighbors who were not addicted to air conditioning and came out every evening to walk (…) »

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(The tower leans!)

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(rain in Florence)

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(Palm Sunday in Rome)

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« The effect of the trip on me was profound, and has inspired me to paint over 30 scenes. I have sold several originals and dozens of reproductions. As a subject for my work, Italy has become an excellent counterpoint to my paintings of Pitts- burgh’s industrial heritage. My city experienced a large influx of Italian immigrants during the early 20th Century. As de- scendants of those immigrants, we are literal and spiritual cousins of the native population in Italia.  »

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(Milan Cathedral in the Sun)

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«Visiting Italy was like falling in love- you want to go back to Amore! »

Vince ha viaggiato sia con tours organizzati, che da solo, organizzandosi da se. Ha raccontato che si è trovato molto bene con questo sito interessante: http://www.monasterystays.com/ 

Per prezzi modici, invece che stare in hotel, potete stare in monasteri in tutta Italia. Provare per credere!

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ALLA PROSSIMA!

Ciao a tutti, dear friends.

I really hope this post could inspire you and bring you closer to Italy, Italian and many new adventures!

7 Settembre 2014

Cari amici, 

anche questa domenica abbiamo avuto modo di trovarci ad Italiano Espresso, per divertirci in Italiano (to have fun in Italian).

As a sneak peek, I first want to tell you that the new calendar of lessons at Mondo Italiano will soon be published. Keep an eye on the Website and on Facebook, if you want to learn more, or even start from scratch. And join also our Meetup, if you haven’t done that yet. 

OPERA MUSIC: DON GIOVANNI or IL DISSOLUTO PUNITO

Today we spoke about an opera, pretty famous, by Mozart (music) and Da Ponte (lyrics, or better “libretto”.

I also wanted to point out an extremely well done movie, in Italian, with subtitles, released in 1979 by director Joseph Losey. The title is easy: "Don Giovanni". It’s the opera itself, performed AS IF IT WAS AT THE OPERA, but entirely filmed outside, in true sceneries around Vicenza.

here you can see the trailer, and here, the Netflix link (as an example of where to find it).

E ora, vediamo di scoprirlo assieme, questo “Don Giovanni”. Let’s discover together why, still now, the term “Don Giovanni” is referred to someone who conquers women, one after the other.

Queste sono le “slides” che ho preparato per la sessione di oggi: these slides were shown today.

Se volete saperne di più sull’incredibile vita di Lorenzo da Ponte, potete leggere una bella biografia sul sito Treccani.it. Treccani è una casa editrice molto famosa in Italia: pubblicano anche l’enciclopedia più famosa. Clicca qui per vedere l’articolo alla voce “Da Ponte, Lorenzo”. 

da wikipedia:

«  Il filosofo danese Søren Kierkegaard scrisse un lungo saggio in cui afferma, citando Charles Gounod, che il Don Giovanni è «un lavoro senza macchia, di ininterrotta perfezione». Il finale, in cui Don Giovanni rifiuta di pentirsi, è stato argomento delle dissertazioni filosofiche e artistiche di molti scrittori, tra cui George Bernard Shaw, che nel Man and Superman parodiò l’opera con un esplicito riferimento a Mozart nel cliente della scena finale tra il Commendatore e Don Giovanni.

Il Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori di Mozart, della storia della musica e della cultura occidentale in generale. In esso vi è il riflesso di tutto il genio mozartiano e di un Settecento musicale giunto ormai all’apice del suo fulgore e alle porte dell’ormai prossimo Romanticismo.  »

Don Giovanni: il protagonista dissoluto (lascivious) che verrà, appunto, punito.

Leporello: il fedele servo, figura buffa e “pasticciona” (messy) che resta comunque più attaccato alla paga, che al padrone in sè.

Donna Elvira: la nobile donna sedotta e abbandonata, come moltissime altre, che insiste a inseguire Don Giovanni, sperando che lui infine la sposi.

Zerlina: contadina che nel giorno delle sue nozze con Masetto (altro contadino) viene quasi sedotta da Don Giovanni. Riesce sempre a salvarsi da lui, ma solo perchè Donna Elvira interviene sempre sul momento in cui Don Giovanni è quasi riuscito, nel suo intento amoroso.

Masetto: il povero marito di Zerlina, che cerca di riprendersi la moglie, prima che Don Giovanni la seduca. Di animo molto acceso, decide di picchiare e uccidere Don Giovanni, ma finisce con l’essere “malmenato” (beaten for good) lui stesso, da Don Giovanni. Zerlina accorre sempre per curare le ferite, anche psicologiche, del poverino.

Don Ottavio: il “fiancè” di Donna Anna. Si prodiga per proteggerla, e farle da amico, padre, e (lui spera) prima o poi anche da marito, eh!

Donna Anna: nobile donna che viene quasi violentata da Don Giovanni. Il “mascalzone” (the scoundrel) si era introdotto a casa sua per sedurla, e si era travestito da Don Ottavio, per ingannare Donna Anna. Donna Anna, tuttavia, si accorge dell’inganno e rimane pura.

Il Commendatore: padre di Donna Anna, accorre all’inizio del Atto I per difendere la figlia e cacciare Don Giovanni. Ingaggia un duello (he starts a fight) con Don Giovanni, ma verrà subito ucciso da Don Giovanni, senza pietà. Comparirà alla fine del Atto II come fantasma, cercando di convertire Don Giovanni ad una vita casta. 

Leporello attende il suo padrone Don Giovanni, introdottosi mascherato in casa di Donna Anna per sedurla, lamentandosi della sua condizione di servitore. 

Donna Anna all’inizio non capisce l’inganno, ma quando scopre che l’uomo mascheratoè Don Giovanni, lo fa scappare. 

Sopraggiunge allarmato il Commendatore, padre di Anna, che dopo aver mandato la figlia a chiamare i soccorsi, sfida a duello Don Giovanni. Questi, prima riluttante, accetta ed in pochi istanti uccide il vecchio. 

Donna Anna, quando scopre il cadavere del padre, sviene per il dolore; Don Ottavio, che l’accompagna, la soccorre e le promette di vendicare la morte del suocero a qualsiasi costo.

Leporello e Don Giovanni scappano, con Leporello che rimprovera Don Giovanni. Nel mentre, Don Giovanni “sente odor di femmina”…

Purtroppo per lui, è Donna Elvira, da lui già sedotta ed abbandonata pochi giorni prima e che ora lo cerca disperata d’amore, si trova in grande imbarazzo. 

Don Giovanni cerca di giustificarsi e si allontana in fretta lasciando il povero Leporello a tentare di placare la furia funesta di donna Elvira.

Viste le circostanze, egli non può far altro che rivelarle la vera natura del carattere di Don Giovanni e l’infinita serie delle sue conquiste di donne in tutto il mondo: 640 in Italia, 231 in Germania, 100 in Francia, 91 in Turchia e in Spagna 1003.

Donna Elvira, sebbene sia sconvolta e molto triste, non vuole arrendersi 

Intanto, un gruppo di contadini e contadine festeggiano le nozze di Zerlina e Masetto. Don Giovanni e Leporello, fuggiti da Donna Elvira, vanno a vederle. Intenzionato a sedurre la fresca sposina, Don Giovanni fa allontanare con una scusa il marito in compagnia di Leporello suscitando l’ira di Masetto 

Don Giovanni invita a seguirlo e le promette di sposarla. (Là ci darem la mano). Proprio quando Zerlina sta per cedere alle promesse e alle lusinghe di Don Giovanni, sopraggiunge Donna Elvira arrabbiatissima, che la avvisa delle cattive intenzioni del malvagio libertino e la porta via con sé .

Arrivano Donna Anna e Don Ottavio.

Donna Anna e Don Ottavio, partiti Don Giovanni e Donna Elvira, rimangono soli: Donna Anna ha riconosciuto dalla voce di Don Giovanni l’uccisore del padre, e ricorda al Don Ottavio la sua promessa di arrestare Don Giovanni. (Dalla mia pace, la sua dipende)

Don Giovanni, per sedurre Zerlina, ordina a Leporello di organizzare una grande festa in onore del matrimonio. Zerlina cerca di farsi perdonare da Masetto ( Batti Batti bel Masetto). 

Prima della festa, Donna Anna, Don Ottavio e Donna Elvira vogliono andare mascherati al matrimonio che Don Giovanni ha organizzato, per arrestarlo. Il donnaiolo ordina a Leporello di invitarli, senza sapere le loro intenzioni. 

Durante la festa, Don Giovanni e Leporello vengono scoperti e scappano.

La Sera, di fronte alla casa di Donna Elvira, Don Giovanni e Leporello discutono animatamente (Eh via, Buffone). Leporello vorrebbe lasciare padrone, ma questi, offrendogli “quattro doppie” lo convince a tornare al suo servizio attuando una nuova impresa: scambiare con lui gli abiti in modo tale che mentre il servo distrae Elvira, egli possa corteggiare impunemente la sua cameriera. Donna Elvira, affacciatasi alla finestra (Ah, taci ingiusto core), cade nel tranello e si illude che Don Giovanni si sia pentito e ravveduto.

Dopo che Donna Elvira e Leporello travestito si sono allontanati, Don Giovanni intona una serenata sotto la finestra della cameriera (Deh vieni alla finestra). Sopraggiunge Masetto in compagnia di contadini e contadine armati in cerca del nobile per ucciderlo. Protetto dal suo travestimento, Don Giovanni riesce a far allontanare tutti gli altri tranne Masetto. Una volta soli, lo picchia tantissmo.

Zerlina, di lì passante, soccorre il marito che quando le rivela l’accaduto, decide insieme a questi di catturare non solo Don Giovanni ma anche Leporello, dato che Masetto crede di esser stato picchiato da lui (Vedrai carino).

Nel frattempo, Leporello travestito non sa più come comportarsi con Donna Elvira (son tutta foco… io tutto cenere!) che lo incalza e vorrebbe fuggire.

Trovata un’uscita, decide di tagliare la corda, ma è bloccato dall’arrivo di Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto accompagnati da servi, contadini e contadine, che credendolo Don Giovanni, si fanno avanti per catturarlo e ucciderlo, non prima che però il poveretto riveli la sua vera identità. Le cose comunque non cambiano, Zerlina lo accusa di aver picchiato Masetto, Donna Elvira di averla ingannata e Don Ottavio e Donna Anna di tradimento, quindi lo vogliono uccidere ugualmente.

Leporello spiega di non sapere nulla, dato che è da un’ora che gira con Donna Elvira e spiega a Donna Anna e a Don Ottavio che non ha colpa di tradimento verso di loro, poi fugge.

Masetto arriva e spiega che Leporello è innocente perché ha visto Don Giovanni con gli abiti di Leporello. Donna Elvira, rimasta da sola, dà sfogo a tutta la sua rabbia, divisa fra l’amore per Don Giovanni e il desiderio di vendetta (In quali eccessi e Mi tradì quell’alma ingrata).

È notte fonda. Don Giovanni si è rifugiato nel cimitero e attende Leporello. Questi arriva e racconta arrabbiato quanto successo. Don Giovanni ride di gusto all’accaduto del suo servo, ma all’improvviso si ode una voce minacciosa: «Di rider finirai pria dell’aurora». 

È la statua funebre del Commendatore a parlare. Leporello è tremante nascosto sotto una panchina, ma Don Giovanni non ne è per nulla intimorito, anzi, ordina beffardo a Leporello, terrorizzato, di invitarla a cena (Oh statua gentilissima): la statua accetta rispondendo terribilmente “Sì”.

Il giorno dopo, a cena, un banchetto è pronto (Bravi, cosa rara) e Don Giovanni mangia di gusto.

Mentre ride, il Commendatore arriva (invitato a cena) e dice a Don Giovanni di pentirsi.

Don Giovanni, non si pente…

FINE

If you want to follow the text, while listening to the music, you can easily find many versions of the “libretto” online, open source.

They are all the same (you cannot change the text of the opera!) but I like this one, official from Teatro Alla Scala: clicca qui

These (I promise) are funny moments of the opera. I would call them: “quotable quotes” (Citazioni citabili).

  • WHEN YOU ARE SCARED TO DEATH:

Leporello

Qual misfatto! qual eccesso! 

Entro il sen, dallo spavento, 

palpitar il cor mi sento.

  • WHEN YOU HAVE A BAD DAY:

Don Giovanni

Mi par ch’oggi il demonio si diverta d’opporsi a’ miei piacevoli progressi;

vanno mal tutti quanti.

  • ABOUT “TRUSTING” PEOPLE:

Masetto

La Zerlina senza me non può star!

Zerlina cannot stay without me!

Leporello

In vostro loco vi sarà sua Eccellenza, e saprà bene fare le vostre parti…

On your place, my Master will be there, near Zerlina, and he will be good in your stead…

  • THEATER OF THE ABSURD:

[after Don Giovanni killed the Commendatore]

Don Giovanni

Leporello, ove sei? - Leporello, where are you?

Leporello

Son qui per mia disgrazia; e voi? - For my bad luck, here. You?

Don Giovanni

Son qui. - I am here

Leporello

Chi è morto, voi, o il vecchio? - Who died: you or the old man?

Don Giovanni

Che domanda da bestia! Il vecchio. - What a beast question! The old guy

Leporello 

Bravo: due imprese leggiadre! Sforzar la figlia, ed ammazzar il padre.

  • FARE LA PACE

Zerlina

Ma se colpa io non ho! ma se da lui ingannata rimasi… E poi, che temi? Tranquillati, mia vita! Non mi toccò la punta delle dita! Non me lo credi? Ingrato! Vien qui: sfogati, ammazzami fa’ tutto di me quel che ci piace! Ma poi, Masetto mio, ma poi fa’ pace.

I have no fault: he tricked me! But he didn’t touch me, not even the top of my fingers. Now, you can do whatever you please with me: beat me, make me cry, release your anger, kill me… but THEN, my Masetto, THEN, we’ll make peace (and love).

  • LE DONNE

Don Giovanni

Lasciar le donne! pazzo! Lasciar le donne! Sai ch’elle per me son necessarie più del pan che mangio, più dell’aria che spiro!

Leave women?! Crazy you! You know, they are necessary to me, more than the bread I eat, or the air I breath!!!

  • FEDELTA’

Leporello

E avete core d’ingannarle poi tutte?

And you really have the guts to mislead all (those women)

Don Giovanni

È tutto amore.   -    It’s all love

Chi a una sola è fedele,   -  who is faithful to one only

verso l’altre è crudele; -  is cruel to all the others

io, che in me sento - I, feeling 

sì esteso sentimento,   -   SO MUCH love in my heart,

vo’ bene a tutte quante.   -  I… Love them ALL!

Le donne poi che calcolar non sanno,  -  women, since they are not good at calculating (of so much quantity of my love)

il mio buon natural chiamano inganno.  - they call “deceit” my natural philanthropic intentions!

With subtitles!!!!

Now, if you want to see a free youtube video, with the complete opera and subtitles, check it out here. The quality is not the best, but you’ll be able to follow it.

Enjoy!

24 Agosto 2014

Amici! Spero che la vostra estate stia passando bene (I hope your summer is going well) come la mia d’altronde… (like mine, in fact…).

Sorry for the silence, but I went to Italy for vacation. I needed to recharge my “Italianity” for YOU guys, in order to bring you “cose nuove di pacca” (brand new things). 

The next sessions will be very exciting: I had a couple of nice ideas, while I was in Italy. Stay tuned! And attend our sessions, if you can.

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HENRY CLAY FRICK: IN ITALIAN

Domenica Viviana ha parlato di Henry Clay Frick, uno dei magnati di Pittsburgh, e della sua casa a Clayton. La spiegazione era in Italiano, con persino un quiz finale.

Now, would you be able, maybe already knowing part of his story, to read his description in Italian?! As a prize, here is a wonderful (official) video that Viviana showed us, done by the Frick Association.

Now translate this (adapted from Wikipedia). 

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Henry Clay Frick è stato un imprenditore e un mecenate statunitense indicato dai suoi critici come “uomo più odiato d’America”

Frick nacque nella Contea di Westmoreland in Pennsylvania. Suo padre, John W. Frick, non ebbe molto successo e capacità nella conduzione degli affari. Henry Clay Frick frequentò la Otterbein University per un anno ma non si laureò.

Nel 1871, all’età di 21 anni, Frick coinvolse due cugini ed un amico in una piccola società, usando un rudimentale forno in muratura per trasformare il carbone in coke per la produzione dell’acciaio. In meno di dieci anni era già diventato milionario. La compagnia si chiamava Frick Coke Company.

Grazie ai prestiti della famiglia del suo amico di tutta la vita, Andrew Mellon, dal 1880 Frick rilevò le quote dei suoi soci e la società venne rinominata H. C. Frick & Company. L’azienda impiegava 1.000 lavoratori e controllava l’80 per cento delle produzioni di carbone in Pennsylvania.

Subito dopo essersi sposato con Adelaide, nel 1881, Frick incontrò Andrew Carnegie a New York City (mentre era in luna di miele con la moglie). Da questo incontro scaturì una società fra H. C. Frick & Company e Carnegie Steel Company. Questa società assicurava agli altoforni di Carnegie un adeguato rifornimento di coke, e Frick divenne amministratore delegato della compagnia.

La società fra Frick e Carnegie fu indebolita dallo sciopero, nel 1892, presso le Officine Homestead della Carnegie Steel Company, indetto dal sindacato dei lavoratori dell’acciaio e del ferro. Alla Homestead, i lavoratori in sciopero, alcuni dei quali armati, avevano bloccato il personale aziendale fuori dalla fabbrica circondandola con picchetti. Frick era noto per la sua politica anti-sindacali e le trattative erano ancora in corso, quando ordinò la costruzione di una solida recinzione sormontata da filo spinato intorno alla fabbrica. I lavoratori soprannominarono la fabbrica, recentemente fortificata, “Fort Frick.” Con lo stabilimento circondato dagli operai in sciopero, la Pinkerton National Detective Agency decise di accedere alla fabbrica dal fiume. Essi erano armati e avevano l’obiettivo di rimuovere i lavoratori con la forza. Nello scontro, furono uccisi nove lavoratori , e per sedare gli scontri dovettero intervenire 8.000 uomini della milizia dello Stato.

Il 23 luglio 1892, un uomo armato di pistola e di un punteruolo di acciaio acuminato, entrò nell’ufficio di Frick nel centro di Pittsburgh.

Frick, intuendo quello che stava accadendo, tentò di salire sulla sedia mentre l’uomo puntava la pistola e sparò quasi a bruciapelo, colpendolo due volte.

Frick era gravemente ferito, ma si alzò e, con l’aiuto del vicepresidente della compagnia, affrontò il suo aggressore. Quando la polizia entrò nella stanza, a pistole spianate, Frick disse urlando, “Non sparate! Consegnatelo ai giudici, ma alzategli la testa e fatemi vedere il suo volto”. Frick tornò al lavoro in una settimana mentre Berkman fu accusato e riconosciuto colpevole di tentato omicidio.

Henry Clay Frick morì per un attacco cardiaco il 2 dicembre 1919, pochi giorni prima del suo settantesimo compleanno. Fu sepolto a Pittsburgh Homewood Cemetery

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LE MIE VACANZE

As I told you, I went back to Italy, for vacation. I stayed at home, with my family, between Como and Milano. I love both!

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Here some photos and infos about them.

« È un comune italiano di 84.834 abitanti capoluogo dell’omonima provincia in Lombardia. È il quinto comune della regione per popolazione, dopo Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

Città di confine in bilico tra differenti culture, Como è “capitale” del suo lago, che attrae turismo internazionale legato allo scenario naturale, ed è centro industriale basato sull’industria della seta (attività tipicamente comasca).

Il centro della città è situato sul lungolago, a pochi passi da piazza del Duomo, una delle maggiori cattedrali dell’alta Italia. Il nucleo storico presenta ancora l’aspetto dell’originario castrum romano, con mura medievali ben conservate e grandi torri di vedetta (Porta Torre, Torre Gattoni, San Vitale). Notevoli sono le chiese di S. Abbondio e S. Fedele, cuore della città murata, mentre autentici capolavori sono i palazzi razionalisti eretti dal comasco Giuseppe Terragni: la Casa del Fascio, il Monumento ai Caduti, l’Asilo Sant’Elia e il Novocomum. Nei pressi, il Tempio Voltiano custodisce alcuni cimeli dello scienziato Alessandro Volta, altro illustre comasco, inventore della pila elettrica.Villa Olmo è sede di mostre d’arte di alto livello mentre la funicolare che collega la città al monte diBrunate completa l’itinerario della visita. Sono classiche le gite in battello sul lago. »

Here many activities (website in English) you can do in Como, and on its lake: http://www.lakecomo.it/en

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Qui sopra/Up here: la vista da un battello (touristic boat) se decidete di fare una gita (if you decide to go out on the lake, for a tour).

Qua sotto/Down here: guardate la densità del centro storico! The map you see below is a photo of the very center of the city. Como was founded by Romans, and you can still see the influence of the militar “castrum" (the place where soldiers used to live) in the way the streets are perpendicular.

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Como non è solo lago: it’s not only a lake resort! Guardate che montagne, look at the mountains. Those are the Alps (not all of them, of course, but a good portion).

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La città di Como è molto bella, soprattutto nel centro storico. Those little dense houses you saw in the sat image, look like below (San Fedele square). And there is plenty of shops! Expensive or cheap, you’ll always find what you need, according to your wallet.

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  • Milano

Anche Milano è stata fondata “Romana”. Fondata dagli Insubri nel VI secolo a.C (Avanti Cristo = Before Christ) è stata poi conquistata dagli Antichi Romani nel 222 a.C.

È il secondo comune italiano per popolazione, dopo Roma, il tredicesimo comune dell’Unione europea per popolazione e costituisce il centro di una delle aree metropolitane più popolate d’Europa.

Qui sotto: the very center of Milan. Can you spot the Cathedral? It’s the Duomo of Milan, dedicated to the Virgin Mary.

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Above: the Cathedral: Duomo di Milano and its square: Piazza Duomo.

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Mind this: many cities have a “piazza del duomo”, which generically means: the square of the cathedral. Como has one, Florence or Siena have one… but since ever, the most famous “Duomo” is only one. In Milan!image

As you can see above, Milan is a mix of old and new things. It’s a perfect example of… Italy! Below, more photos I took back in May 2013.

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« Milano divenne “capitale economica italiana” durante la rivoluzione industriale che coinvolse l’Europa nella seconda metà del XIX secolo, costituendo con Torino e Genova il “Triangolo industriale”. Da questo periodo in poi e soprattutto dal dopoguerra, subì un forte processo di urbanizzazione legato all’espansione industriale che coinvolse anche le città limitrofe, e fu meta principale durante il periodo dell’emigrazione interna.

Nell’ultimo secolo la città ha stabilizzato il proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario italiano; è inoltre una delle capitali mondiali della moda e del disegno industriale ed uno dei centri universitari italiani più importanti[8][9][10][11]. Secondo “Top 20 global destination” (mastercard) risulta essere nel 2013 la città italiana con la maggior presenza di turisti, e la dodicesima al mondo. Alle porte di Milano ha sede uno dei poli della Fiera di Milano, il maggiore polo fieristico d’Europa » (from Wikipedia)

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If you ever happen to be in Milan, you can see the cultural offer of the city here (English Website).

Don’t forget! IN 2015, Milan will guest the Expo, the international fair. The theme will be: "Feeding the planet".

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AND WE END WITH A SONG

Domenica scorsa, ci siamo lasciati cantando una canzone, che abbiamo tradotto assieme. È forse la più famosa canzone italiana, cantata da Domenico Modugno nel 1958.

SPOILER ALERT! Next time, we’ll translate “Il Mondo” by Jimmy Fontana.

VOLARE (true title: NEL BLU DIPINTO DI BLU)

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Penso che un sogno così non ritorni mai più;
mi dipingevo le mani e la faccia di blu,
poi d’improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito…

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù.
E volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su,
mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù,
una musica dolce suonava soltanto per me…

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù.

Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché,
quando tramonta, la luna li porta con sé.
Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli,
che sono blu come un cielo trapunto di stelle.

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare quaggiù.
E continuo a volare felice più in alto del sole ed ancora più
su,
mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu,
la tua voce è una musica dolce che suona per me…

Volare… oh, oh!…
Cantare… oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare quaggiù.
Nel blu degli occhi tuoi blu,
felice di stare quaggiù,
con te!

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HAPPY LABOR DAY WEEKEND!

Italiano Espresso will celebrate the Labor Day weekend and we will NOT BE at the Crazy Moka, on Sunday 31st. See you on September 7th!

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20 Luglio 2014

Amici! In onore del Pittsburgh Vintage and Grand Prix, ho pensato di parlare un po’ di motori, oggi. In particolare.. di motorini!

Let’s learn, if not everything, all you need, about Vespa and other scooters (or mopeds) in Italy.

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Vedo molti motociclisti in Pittsburgh, ora che il tempo è caldo. Molti mi dicono di avere (o di “aver avuto”, in passato) una Vespa. Scopro spesso che non tutti hanno capito cosa sia una “Vespa”. 

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La “Vespa” è un modello di motorino della Piaggio, marca Italiana e storica di motocicli. Attenzione, quindi: non tutti i motorini sono “Vespe”. Un promemoria: “vespa” literally means “wasp”! 

Ora studiamo un po’ di storia:

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Leonardo da Vinci, un Italiano D.O.C. , ha inventato la bicicletta. Un prototipo di quella e di molte altre invenzioni può essere trovato a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia. Vale la pena di visitarlo!

Per quanto riguarda la motocicletta, quella è stata inventata da un tedesco, ovviamente.

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L’ingegnere tedesco Gottlieb Daimler è considerato l’inventore della motocicletta.

Nel 1885, infatti, Daimler costruì e fece funzionare su strada la prima motocicletta. 

Questo prototipo era un biciclo di legno con motore a benzina. 

Precedentemente un francese di nome Chapius aveva costruito un biciclo con motore a vapore.

In ogni modo si ritiene che Daimler sia l’inventore della motocicletta perché nel tempo perfezionò il suo prototipo e fu il primo a tentare una produzione industriale.

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Gli Italiani

Dall’inizio del 1900 in Italia e in Europa cominciarono a sorgere ditte artigianali che producevano motociclette. 

In Italia si possono ricordare: la Gilera nata nel 1909, la Della Ferrara nata nel 1913 e la Guzzi nel 1921.

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la Gilera

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La Moto Guzzi

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Il secondo dopoguerra vide l’esplosione dell’uso delle due ruote come mezzo di mobilità di massa. Per tutti gli anni ’50 e nei primi anni ’60, la moto, la motoleggera (antenata del motorino) e lo scooter, si può dire che “misero in cammino” l’Italia. Abbandonata la bicicletta, l’Italia delle campagne e delle fabbriche (contadini ed operai) si affida per spostarsi a vari tipi di moto.

Sono gli anni in cui si realizza la prima vera e propria motorizzazione di massa, con vari modelli turistici o con i più tranquilli scooter. 

Questo è stato, di conseguenza, anche l’unico periodo storico in cui nell’immaginario collettivo la moto non era necessariamente associata all’essere giovane, né era vissuta come un lusso. Per la prima volta la moto era solo un mezzo di mobilità e trasporto. 

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(images and text from 

http://progettocentocin.altervista.org/la-storia-della-moto.html)

Nel corso degli anni ’50 e ’60, grande fu il trionfo dell’industria della moto italiana sia nel campo della produzione e vendita sia in quello sportivo. Lo stile delle moto all’italiana ( Guzzi, Gilera, Ducati, Benelli, Laverda, Parilla, ecc.) si impose per affidabilità, stabilità, semplicità nella manutenzione e nella guida, sbaragliando completamente le rivali inglesi come la Triumph  e quelle tedesche come la BMW. Le moto giapponesi dovevano ancor nascere.

Gli scooter, Vespa, Lambretta o Galletto furono un fenomeno tipico dell’industria italiana, sino a divenire come il caso della Vespa un vero e proprio mito italiano. 

Questo periodo d’oro, però, fu breve perché alla metà degli anni ’60 cominciò il fenomeno della motorizzazione di massa automobilistica che tolse spazio alle moto.

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(qui sopra: delle pubblicità molto popolari negli anni ‘70 e ‘80: The commercial “Chi Vespa mangia le mele” sounds like «Whoever is “Vesping” eats the apples.» It has no grammatical sense, but it was very cool, in virtue of inventing a new verb. The apple could be read as  the symbol of the fruit of sin, or an object of desire, very appealing).

La Vespa è un modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio.

Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano. La Vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo. Fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

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L’origine del nome “Vespa”, divenuto in seguito famoso a livello planetario, rimane incerta. Secondo la versione più famosa, esso sarebbe nato da un’esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: «sembra una vespa!», per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria mediana, molto stretta.

È invece priva di fondamento un’altra versione, a lungo sopravvissuta, secondo cui il termine “Vespa” equivarrebbe all’acronimo di Veicoli Economici Società Per Azioni (dato che la Piaggio fu una delle prime società per azioni in Italia e, al contempo, la Vespa nacque come veicolo per tutti, quindi di primaria importanza era un prezzo basso, adatto alle caratteristiche dell’epoca). Tale ipotesi è stata smentita dai vari esperti del veicolo[3].

In seguito il termine “Vespa” divenne celebre, tanto da essere conosciuto in tutto il mondo ed essere oggi trattato separatemente dal resto dei marchi appartenenti al gruppo Piaggio.

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anni 60

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anni 80

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2000 e oltre!

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Il Piaggio Ape è un veicolo a tre ruote prodotto dalla Piaggio fin dal 1948. È un vero e proprio simbolo italiano unico al mondo.

Nacque nel 1948, in un’Italia ancora stremata dalla guerra. La carenza di mezzi di trasporto era evidente, ma molti non potevano permettersi l’acquisto di un mezzo a quattro ruote.

Alla Piaggio venne l’idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato da uno scooter. Il primo modello fu costruito a partire dalla Vespa.

Le prime due serie erano quasi una Vespa a due ruote attaccata ad un rimorchio.

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E con questa bella storia della Vespa, vi saluto e vi invito alla prossima Domenica, sempre al Crazy Mocha di baum Boulevard, dalle 11am alla 1 pm.

See you there!

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Please note: the text for this presentation was taken from this website: 

http://progettocentocin.altervista.org/la-storia-della-moto.html 

which is a great source for anyone is interested in learning more about “le motociclette” in Italy. Take some time to enjoy many more photos!

7 Luglio 2014

Carissimi amici, this was a special (and longer) weekend for the 4th of July celebrations. Happy Independence Day to everybody!

This is also the seasons of weddings: I keep seeing couples getting married and then taking photos all over the city, which is beautiful in this July weather. I reminded of a very popular story in Italy. It’s a book that was published in 1840, by Alessandro Manzoni, and it’s one of the most popular love (and wedding) stories in Italy.

Have you ever heard about  ”I Promessi Sposi”? Well, get ready to know everything about them.

I PROMESSI SPOSI (Adapted from Wikipedia)

L’autore è Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873):  scrittore, poeta e drammaturgo italiano. È considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, principalmente per il suo celebre romanzo I promessi sposi, un pezzo fondamentale  della letteratura italiana assieme alla Divina Commedia di Dante Alighieri. 

 I protagonisti si possono dividere in tre gruppi:

- Protagonista storico: Il secolo (1600). Manzoni tesse il suo racconto su una base di fatti realmente accaduti durante questo secolo.

- Protagonista religioso: La Provvidenza (the Faith, in a religious way)

- Protagonisti materiali: Renzo Tramaglino e Lucia Mondella (i promessi sposi).

Il romanzo di Manzoni viene considerato non solo una pietra miliare della letteratura italiana, ma anche un passaggio fondamentale nella nascita stessa della lingua italiana. Nei dialoghi, riporta anche diversi esempi di parlato spontaneo non ammissibili nella lingua standard.

In particolare il romanzo ha un suo punto di forza nella scelta e nella raffigurazione dei personaggi, resi tutti con grande forza narrativa, scolpiti a tutto tondo dal punto di vista psicologico e umano, tanto che alcuni di essi sono diventati degli stereotipi umani, usati ancora oggi nel linguaggio comune (si pensi ad esempio a un “don Abbondio o alla figura di "un Azzeccagarbugli). Una rappresentazione psicologica così accurata dei suoi personaggi fa sì che, salvo poche eccezioni, quasi nessuno di essi sia completamente “positivo” o “negativo”. Anche il malvagio trova un’occasione di umanità e redenzione, così come anche il personaggio positivo, quale ad esempio Renzo, non è immune da difetti, azioni violente e riprovevoli ed errori anche gravi.

Tra il 1840 e il 1842Manzoni pubblicò la terza ed ultima redazione de I promessi sposi, la cosiddetta Quarantana, cui oggi si fa normalmente riferimento. Il proliferare di edizioni abusive, dovuto al grande successo dell’opera, spinse Manzoni a dotare l’edizione di alcune attrattive in più: un corredo di illustrazioni e l’utilizzo della carta e dell’inchiostro migliori. Per le illustrazioni, Manzoni pensò dapprima a Francesco Hayez (lo stesso autore del famoso “bacio”, che vedete qui sotto:)

La vicenda è ambientata in Lombardia tra il 1628 e il 1630, al tempo della dominazione spagnola. I protagonisti sono Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due giovani operai tessili che vivono in una località del lecchese, nei pressi del lago di Como, allo sbocco del fiume Adda.

Ogni cosa è pronta per il matrimonio di Renzo e Lucia quando un signore del luogo, Don Rodrigo, scommette con il cugino Attilio che riuscirà ad esercitare lo jus primae noctis su Lucia (he wanted to sleep with her, before her wannabe husband Renzo…!)

Perciò il parroco del paese, don Abbondio, incaricato di celebrare il matrimonio, viene minacciato durante la sua solita passeggiata serale da due bravi di don Rodrigo, affinché non sposi i giovani.

In preda al panico, don Abbondio cede subito. Il giorno dopo imbastisce delle scuse a Renzo per prendere tempo e rinviare il matrimonio, non esitando ad approfittare della sua ignoranza per utilizzare come spiegazione frasi in latino.

 [ Please note: there is a difference between “Don” with capital D and “don”. Don means “Sir” (someone rich, in particular, o noble. See also Don Giovanni, by Mozart). On the contrary, “don” indicates a religious figure, like a priest (don Abbondio, in this case). ]

Renzo però, parlando con Perpetua, la domestica di don Abbondio (the help at a house of a priest is still now indicated as “perpetua”), la costringe a rivelare la verità. Si consulta così con Lucia e con sua madre, Agnese, e insieme decidono di chiedere consiglio a un avvocato, detto Azzecca-garbugli. (Still now, if you want to say “lawyer” ina  funny way, you can say: Azzecca-Garbugli: something like: “the knots solver”).

Azzeccagarbugli, inizialmente crede che Renzo sia un bravo, e come tale è disposto ad aiutarlo, ma appena capisce la situazione scaccia precipitosamente il giovane. Così i tre si rivolgono a padre Cristoforo, loro “padre spirituale”, cappuccino di un convento poco distante. Il frate decide di affrontare don Rodrigo, e si reca al suo palazzo; ma quegli accoglie con malumore il frate, intuendo il motivo della visita; Cristoforo tenta di farlo recedere dal suo proposito, ma viene cacciato via in malo modo.

Intanto Agnese propone ai due promessi un matrimonio a sorpresa, pronunciando davanti al curato le frasi rituali alla presenza di due testimoni. Con molte riserve da parte di Lucia, il piano viene accettato, quando fra Cristoforo annuncia il fallimento del suo tentativo di convincere don Rodrigo. Intanto don Rodrigo medita il rapimento di Lucia, e una sera alcuni bravi irrompono nella casa delle donne, che però trovano deserta: Lucia, Agnese e Renzo sono infatti a casa di don Abbondio per tentare di ingannarlo, ma falliscono, e si devono riparare al convento di fra’ Cristoforo, perché frattanto vengono a sapere del tentato rapimento. Contemporaneamente fallisce anche il rapimento di Lucia da parte dei bravi che sono messi in fuga dal trambusto scoppiato nel villaggio. 

Renzo, Lucia e Agnese giungono al convento di Pescarenico dove padre Cristoforo espone loro i suoi progetti: Renzo si rifugerà presso il convento dei cappuccini a Milano dove cercherà padre Bonaventura, mentre Lucia troverà aiuto dal padre guardiano del convento nei pressi di Monza. 

Giunta al convento “pochi passi distante da Monza”, Lucia viene accompagnata dal padre guardiano al convento di Monza dove vive Gertrude, la “signora” (la cui storia è ispirata a quella di suor Maria Virginia de Leyva) che prende la giovane sotto la sua protezione. Dopo l’incontro con Lucia, Manzoni racconta la biografia della monaca di Monza.

Gertrude è figlia di un principe feudatario di Monza di cui il narratore, seguendo l‘“Anonimo”, tralascia il nome. Per conservare intatto il patrimonio del primogenito si era deciso prima ancora che nascesse che sarebbe entrata in convento. L’educazione della bambina è continuamente orientata a convincerla che il suo destino di monaca sia il più desiderabile. Divenuta adolescente però, Gertrude comincia a dubitare di tale scelta. Tuttavia, un po’ per timore, un po’ per riconquistare l’affetto dei genitori, compie i vari passi previsti per diventare monaca. In convento soggiace alle attenzioni di Egidio, uno “scellerato di professione”, in una relazione che avviluppa la “sventurata”, colpevole non meno che vittima, in un gorgo di menzogne, intimidazioni, ricatti - proferiti e subiti - e complicità, anche nell’omicidio di una conversa che minacciava di far scoppiare lo scandalo rivelando la tresca.

Renzo, a Milano, non potendo subito ricoverarsi nel convento indicatogli da Fra’ Cristoforo, dato che padre Bonaventura è in quel momento assente, rimane coinvolto nei tumulti scoppiati in quel giorno per il rincaro del pane. Renzo si fa trascinare dalla folla e pronuncia un discorso in cui critica la giustizia, che sta sempre dalla parte dei potenti. È tra i suoi ascoltatori un “birro” in borghese, che cerca di condurlo in carcere ma Renzo, stanco, si ferma in un’osteria, dove il poliziotto viene a conoscenza, con uno stratagemma, del suo nome. Andato via costui, Renzo si ubriaca e rivolge nuovi appelli alla giustizia agli altri avventori. L’oste lo mette a letto e corre a denunciarlo per proteggere i propri interessi. Il mattino dopo Renzo viene arrestato ma riesce a fuggire e si ripara nella zona di Bergamo, nella Repubblica di Venezia, da suo cugino Bortolo, che lo ospita e gli procura un lavoro sotto falso nome. Intanto la sua casa viene perquisita e viene fatto credere che sia uno dei capi della rivolta. Nel frattempo il conte Attilio, cugino di don Rodrigo, chiede a suo zio, membro del Consiglio Segreto, di far allontanare fra’ Cristoforo, cosa che il conte ottiene dal padre provinciale dei cappuccini. In questo modo padre Cristoforo viene trasferito a Rimini.

Don Rodrigo chiede aiuto all’Innominato (he, without a name) potentissimo e sanguinario signore, che però da qualche tempo riflette sulle proprie responsabilità, sulle vessazioni di cui si è reso autore o complice per attestare la propria autorità sui signorotti e al di là della legge, e sul senso della propria vita.

Costui fa rapire Lucia dal Nibbio, con l’aiuto di Egidio e la complicità di Gertrude, e Lucia viene portata al castello dell’Innominato. Lucia, terrorizzata, supplica l’Innominato di lasciarla libera e lo esorta a redimersi dicendo che “Dio perdona molte cose per un atto di misericordia”. La notte che segue è per Lucia e per l’Innominato molto intensa. La prima fa un voto di castità alla Madonna perché la salvi e quindi rinuncia al suo amore per Renzo. Il secondo trascorre una notte orribile, piena di rimorsi, e sta per uccidersi quando scopre, quasi per volere divino (le campane suonano a festa in tutta la vallata), che il cardinale Federigo Borromeo è in visita pastorale nel paese. Spinto dall’inquietudine che lo tormenta, la mattina si presenta in canonica per parlare con il cardinale. Il colloquio, giungendo al culmine di una tormentata crisi di coscienza che egli maturava da tempo, sconvolge l’Innominato, che si converte impegnandosi a cambiare vita e per prima cosa libera Lucia, che viene ospitata presso la casa di don Ferrante e donna Prassede, coppia di signori milanesi amici del Borromeo.

Intanto il cardinale rimprovera duramente don Abbondio per non aver celebrato il matrimonio. Poco dopo scendono in Italia i Lanzichenecchi, mercenari tedeschi che combattono nella guerra di successione al Ducato di Mantova, i quali mettono a sacco il paese di Renzo e Lucia e diffondono il morbo della peste. Molti, tra cui don Abbondio, Perpetua e Agnese, trovano rifugio nel castello dell’Innominato, che si è fatto fervido campione di carità.

Con i Lanzichenecchi entra nella penisola la peste: se ne ammalano Renzo, che guarisce, e don Rodrigo, che viene tradito e derubato dal Griso, il capo dei suoi bravi (che, contagiato anch’egli dalla peste, non godrà dei frutti del suo tradimento). Don Rodrigo viene portato dai monatti al Lazzaretto in mezzo agli altri appestati.

(qui sotto: il Lazzaretto Milano, ora distrutto. Solo la chiesa al centro, si è salvata)

Renzo, guarito, torna al paese per cercare Lucia, preoccupato dagli accenni fatti da lei per lettera a un suo voto di castità fatto quando era dall’Innominato, ma non la trova, e viene indirizzato a Milano, dove apprende che si trova nel Lazzaretto. Qui trova anche padre Cristoforo, indomito nel servizio sebbene segnato dalla malattia, che scioglie il voto di Lucia e invita Renzo a perdonare don Rodrigo, ormai morente.

Infine i due promessi si incontrano nel Lazzaretto di Milano, dove Renzo era andato alla ricerca di Lucia. Con l’aiuto di padre Cristoforo superano lo scoglio rappresentato dal voto di Lucia e tornano al loro paese dove don Abbondio prima tentenna, poi acconsente a celebrare le nozze (avuta conferma della morte di Don Rodrigo). Si trasferiscono infine nella bergamasca; Renzo acquista con il cugino una piccola azienda tessile e Lucia, aiutata dalla madre, si occupa dei figli. Hanno una prima figlia che chiamano Maria, come segno di gratitudine alla Madonna, e poi ne arriveranno altri.


Il significato dell’opera suggerito da Manzoni è che con la fede in Dio tutti i problemi e le disgrazie si possono superare. Manzoni, traslando le problematiche del suo tempo in questo contesto romanzesco lascia inoltre una morale di grande importanza: è il popolo, nella sua condizione povera e umile, il vero protagonista della storia. Dio istituisce secondo Manzoni una Provvidenza che non decide al posto dell’uomo, ma determina un perpetuo equilibrio, pertanto il popolo deve giustamente cercare di riscattarsi e reclamare il proprio diritto di vivere e lasciare un proprio segno nella storia.

THE STARTING OF THE BOOK:

IF YOU WANT TO READ IT:

In Italian:  http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_8/t337.pdf

In English: http://www.gutenberg.org/files/35155/35155-h/35155-h.htm

VIDEOS:

In Italian : https://www.youtube.com/watch?v=S7rzD9Hdu7A

Please note: the above link is part 1 of a long serie! It’s worth following, though.


In Italian - a funny version: (showed at Italiano Espresso)

https://www.youtube.com/watch?v=Q1kdojMW1FM

Please note: the above link brings to a single episode, about the Monaca di Monza.

Have a great week!

29 Giugno 2014

Carissimi amici, last Sunday we talked about joys and struggles about being Italian American.

Such as having very generous Grandmas making you just one meatball, were you are not that much hungry:

A partire da questo sito, noi abbiamo fatto la nostra classifica personale.

1) And it was always a struggle getting your mom or nonna to actually join the table and eat.

2) You looked forward to struffoli, pignoli, and anginetti every Christmas.

3) When you were little, this was your favorite way to help.

4) You had coffee after every dinner, and it was always made in one of these.

5) And if you were really celebrating, it was sambuca with coffee beans. (con la mosca!)

6) And not to be THAT GUY, but you were on that Nutella tip long before it was trendy.

7) …and stocking up on so much sauce, which you called gravy.

FIG FEST E UN GIRO DEL NORTH SIDE 

Viviana è stata al Fig Fest in North Side, dove Mary Menniti ha parlato del giardino all’Italiana. Potete scoprire di più di come far crescere il tuo fico a Pittsburgh, e ad avere il tuo giardino Italiano tradizionale clikkando qui. L’evento si è tenuto nel Wigley Whiskey Garden. Un posto davvero interessante. 

Ma Viviana è andata anche a trovare Randy, a Randyland, nelle Mexican War Streets. Have you ever heard of Randyland?! Here some photos, in one of my blogs

It’s a great place and Randy will surely give you a tour, at any time of the day or of the night.

VOGLIA DI PANE FRESCO

Anche se questo è un blog sull’Italia, non posso non riportare questo posto, Francese, che ha del buonissimo pane fresco. E fa degli stupendi panini al prosciutto! But please, ask them with no butter, on the bread (if you want to be Italian, haha!)

Hanno anche dei dolci buonissimi, a “La Gourmandine Bakery”. Scoprite tutto sul loro sito

UN PO’ DI CIBO

Cibi citati domenica, from the memories of our friends:

  • POLPETTE al vapore (meatballs)

http://ricette.giallozafferano.it/Polpette-aromatiche-al-vapore.html

  • STRUFFOLI

http://www.struffoli.it/ricetta.htm

  • MACCARONI AND GRAVY

22 Giugno 2014

Ciao a tutti! La scorsa domenica abbiamo parlato di vacanze, visto che ormai Agosto è vicino e tutti gli italiani vanno in vacanza soprattutto ad Agosto. Oltre all’estate, l’Italiano fa vacanza a Natale (una settimana) e se è fortunatissimo anche a Pasqua.

Scoprite con me dove vanno, gli Italiani in vacanza, e cosa fanno.

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In Italia (che siate o no Italiani) si può passare due tipi di vacanze: la VACANZA CULTURALE o la VACANZA AL MARE. In MONTAGNA o in CAMPAGNA ci vanno ancora tante persone, soprattutto negli ultimi anni: la Comunità Europea ha creato programmi per aprire AGRITURISMI e supportare il commercio locale. In Agriturismo potrete mangiare bene e dormire in posti molto rustici (old style) e di qualità. Io personalmente gli adoro: è molto divertente fare vacanza in Agriturismo, con possibilità di escursioni e gite (hiking) o attività sportive varie.

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  • La Vacanza culturale la si fa seguendo le bellezze artistiche del nostro paese: si possono visitare città come Firenze o Roma, ma anche seguire dei percorsi ENOGASTRONOMICI, per gli amanti del vino e del cibo. Click here per vedere un sito web con esempi di tours enogastronomici.

Se volete fare una bella vacanza culturale, potete trovare ispirazione sul sito di Linea Verde, un programma della RAI (Televisione Italiana). Qui trovate il link dove potrete vedere le puntate, online dal vostro pc.

Il conduttore Patrizio Roversi è un comico, ma anche avido viaggiatore. Una persona molto simpatica e istruita.

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NELLA BORSA di chi viaggia “culturale”: Mappe, appunti, diario di viaggio, cannocchiale, macchina fotografica…

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  • La Vacanza al mare la si fa mettendo in borsa solo i “costumi da bagno” (bathing suit), un “telo mare”  ( a towel) e la propria musica nell’iPod. Non c’è bisogno di altro. Se siete dei bravi viaggiatori potete portare della protezione solare (sunscreen lotion) ma non è necessario, se si è “dare-devils”. 

Una volta arrivati in loco, fate il calcolo dei giorni che avete a disposizione e divideteli a metà: avrete il numero esatto dei giorni da passare sdraiati sulla schiena, e poi sulla pancia. Non dovrete fare altro che.. sunbathing!

L’inno /the anthem) di questo tipo di vacanza è “Tutti al mare, tutti al mare”, (click per vedere il video e sentire la canzone) con il suo testo molto semplice: «tutti al mare tutti al mare, a mostrare le chiappe chiare”» (everybody at beach, everybody at the beach, just to show the white butts). Semplice, no?

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Ora vediamo invece un po’ di mete famose, in Italia, dove gli Italiani si ritrovano ogni Agosto. Sono per lo più posti di mare, ma è sempre possibile fare una vacanza culturale anche se c’è la spiaggia vicina.

By clicking on the name, you will be redirected to websites containing descriptions and info of the place.

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RIMINI

Qui siamo nella regione dell’Emilia Romagna. È un posto tra i preferiti per le vacanze al mare ( e per “mostrar le chiappe chiare”). Ma non lasciatevi ingannare: a Rimini c’è cibo buonissimo, bellezze storiche da vedere e molto divertimento (discoteche e bar).

Indicato per un pubblico giovane, ma anche per famiglie.

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RICCIONE

Sempre in Emilia Romagna. Simile a Rimini in termini di buon cibo (provate la “piadina romagnola”) e divertimento.

Per giovani, famiglie, e party animals.

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RAPALLO

Eccoci nella regione della Liguria: decisamente una vacanza di cultura e buon vivere. E vicino a Genova, una bellissima città che merita una visita di almeno un paio di giorni. Il Pesto è tipico della Liguria.

Passeggiate eccezionali!

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CINQUE TERRE

La meraviglia della Liguria è questo Parco dove ci sono 5 villaggi, da visitare. Heavy hiking though… but beautiful.

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PORTO FINO 

Ancora in Liguria: era un villaggio di pescatori, ora è una località da VIPs.

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FORTE DEI MARMI

Spostiamoci in Toscana: un posto di mare perfetto per le famiglia. Gli hotels sono sulla costa, mentre le case dei ricchi sono nell’entroterra. Perfetta per muoversi in bicicletta.

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VIAREGGIO

Sempre in Toscana: famosa per il Carnevale, ha anche un bel pezzo di Mar Tirreno. Aqua bassa e divertimento assicurato, per tutte le età.

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PORTO SANTO STEFANO

Uno dei miei posti preferiti, nella regione Toscana, in provincia di Grosseto (read: Grosseto County…). È nel Parco dell’Argentario. Se siete li, non perdetevi anche l'Isola del Giglio, che è una meraviglia. Purtroppo è anche dove la nave da Crociera Concordia è affondata. Per fortuna la stanno rimuovendo e non ci sono state perdite di carburante.

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SANTA TERESA DI GALLURA

Ora siamo in Sardegna, dove il mare è il più bello d’Italia, assieme a quello della Sicilia. La natura è mozzafiato e i posti.. bellissimi. Può essere un po’ costosa, ma ne vale la spesa!

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CEFALU’

Eccoci finalmente in Sicilia. Sono stata a Cefalù e l’ho adorata. È bellissima, si può fare mare, escursioni, andare in discoteca, mangiare bene… e tutto è molto economico, in genere. 

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ANZIO

Ora una meta “Romana”. Siamo in Lazio, adesso, la regione centrale che ha per capitale Roma. Questo è uno dei posti di Viviana! 

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CAPRI

Regione Campania (quella di Napoli). Uno dei posto più gorgeous che si possano trovare in sud italia. Una destinazione da VIPs da sempre. Uno scenario incredibile. Perfett per le lune di miele (honeymoons).

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PORTO CERVO

Torniamo in Sardegna, adesso, con una località da “ricchi sfondati” (extremely rich people). La natura e il mare sono bellissimi, e Porto Cervo vive di discoteche, locali, negozi, e yachts. Mettetevi il vostro bathing suit migliore!

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E con questo è tutto. Io mi sento di andare in vacanza. E voi?!

See you next Sunday!

8 Giugno 2014

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Ciao a tutti!

Domenica scorsa siamo stati raggiunti da nuovi amici ed e’ proprio il caso di dire che «La famiglia si e’ allargata» (the family got bigger).

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It was the perfect day to talk about… the Italian Family. Let’s see together how it is, and meet some of the most popular ones.

First, a little vocabulary and proverbs / way of sayings:

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nuora = daughter-in-law

genero = son-in-law

cognata / cognato = sister / brother-in-law

suocera / o : mother / father-in-law

prozia/o = great aunt/uncle

pronipote = grand niece AND grand nephew (unisex name)

bisnonna = great grandma

bisnipote = great grand-niece AND great grand-nephew

trisnonna = great great grandma

sorellastra = step-sister

fratellastro = step-brother

patrigno = step-father

matrigna = step-mother

padrino = the man who keeps the baby at the Baptism

madrina = the woman who keeps the baby at the Baptism

pater familias = legal term: who is in charge of a minor

padre padrone = funny way to indicate a despotic father

madre madrona = despite it is grammatically wrong (“madrona” is not correct) you can definitely have a despotic mother as well. This is a funny way to indicate her.

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Di Mamma ce n’e’ una sola

There is only one Mom

La madre degli idioti e’ sempre incinta

The mother of idiots, is always pregnant (it is said when you meet a lot of “not exactly smart people”. It happens. Often)

Mogli e buoi dei paesi tuoi

When it comes to choos your wive or your oxes, always pick them in your village (you cannot trust the others)

I panni sporchi si lavano in famiglia

The dirty clothes (=”bad facts”) have to be washed inside the house

Ogni scarrafone e’ bello a mamma sua

Every cockroach is handsome to its mother

Parenti serpenti

Relative, Snakes

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi

Christmas with your parents, Easter with whoever you please

Buon sangue non mente

Good blood, doesn’t lie (can be good or bad: you are assuming that a certain quality of characther is typical of a specific family).

La vipera che morsico’ mia suocera, mori’ avvelenata

The viper that bit my mother-in-law died poisoned

L’ozio e’ il padre dei vizi

Lazyness is the father of all the other vices 

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The renaissance was full of famous and rich Families:

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Al di fuori delle famiglie nobili, una grande famiglia “famosa” compare nella letteratura per ragazzi, con il romanzo “Il giornalino di Gianburrasca” scritto da Vamba (alias di Luigi Bertelli) nel 1907.

Giannino Stoppani è un pestifero bambino (a kid extremely active and messy) che «ne combina di tutti i colori» ( it causes a lot of problems ) a chiunque gli sia vicino.

It is very easy to imagine this kid, nicknamed “Gian Burrasca” (John-the-Storm) going around his relatives, causing the most amazing troubles to his family.

If you want to learn more, click here.

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Ho poi pensato di inserire la famiglia Agnelli e la famiglia Berlusconi, per rappresentare le famiglie ricche, famose e numerose.

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And now let’s move to the TV world: the most famous serie, in Italy, is “Un medico in famiglia” (A doctor in the family) which is a sweet serie of family adventures, struggles and funny moments. We are now at the 9th season! 

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A different type of family is the one of the Ragionier Fantozzi (the stereotype of the unlucky, miserable Italian accountant, exploited by the boss and treated very badly by the society). It was big in the 70’s and 80’s and now it’s a classic. There are many movies (comedies) with Fantozzi as protagonist, with his family of wife and ugly daughter (see small detail in the left corner of the slide). The “daughter” was actually played by a man. An ugly man…

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here a funny video that will explain you who Fantozzi is. Enjoy!

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"Casa Vianello" was a better comedy, more elegant, and very successful as well. Sandra Mondaini e Raimondo Vianello were really a couple, married since ever, and in the Italian TV since the beginning of it, basically. 

This show was about the daily adventures of the crazy wife, Sandra, and the calm husband, Raimondo. Raimondo was always trying to stay close to  some young girls, but never managed to do that. Sandra was alway assuming the wrong things, misbelieving that raimondo was really betraying her. At the end of every show, after many misunderstandings, usually the police would come and arrest someone (and then, once clarified the misunderstanding, everybody would go home). Every episode ends with Sandra complaining about her borign life (which is clearly never boring!) and Raimondo trying to read his Gazzetta dello Sport.

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Below, the most common Italian Last Names.

Diotallevi and Sperandio were last names given to the kids in the orphanage (100 years ago…).

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And I leave you with a very nice song, dedicated to every Mamma.

Ciao a tutti!

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25 Maggio 2014

On the last post I spoke about uniforms and police in Italy, but now it’s time to talk about women, specifically: « La Donna Italiana».

The following selection is just a beginning, but it’s definitely not complete. Nevertheless, you will discover the many ways to be an Italian Woman, since… the Ancient Romans! (Wikipedia)

POPPEA

Poppea Sabina (30 circa – Oplontis, 65) fu la seconda moglie dell’imperatore romano Nerone. Gli storici dell’antichità vedono in lei poche qualità (a parte la sua bellezza) e ne descrivono gli intrighi per diventare imperatrice. Ambiziosa e senza scrupoli, Poppea fu inizialmente l’amante favorita di Nerone. Si dice che Agrippina, la madre di Nerone, vide il pericolo e cercò di persuadere il figlio a liberarsi di lei. Questa disputa su Poppea fu uno dei motivi per cui infine Nerone uccise la madre. Con Agrippina fuori scena, l’influenza di Poppea sull’imperatore divenne tale che le sue pressioni indussero Nerone a divorziare (e poi a far giustiziare) dalla prima moglie Claudia Ottavia, allo scopo di sposare Poppea, nel 62. La nuova imperatrice fece uccidere o esiliare molti altri sfortunati che cercarono di sfidarne il potere. L’ex tutore di Nerone, Seneca, si ritiene fu tra le sue vittime.

Secondo alcuni storici,  Poppea fu verosimilmente una donna assai colta ed intelligente, legata al marito da un tenero affetto ricambiato. Godette di profonda stima da parte di Nerone che la consultò spesso in merito a questioni assai delicate. E se in alcune iniziative non riuscì a mitigare, se non in minima parte, gli eccessi di Nerone, non bisogna per questo ritenere che sia stata lei l’ispiratrice di quegli efferati delitti che le spianarono la strada verso il potere assoluto. Poppea servì solo come capro espiatorio. (Wikipedia)

LUCREZIA

Secondo la versione di Livio sulla istituzione della Repubblica, l’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo aveva un figlio di nome Sesto Tarquinio.
Durante l’assedio della città di Ardea, i figli del re assieme ai nobili, per ingannare il tempo si divertivano a vedere ciò che facevano le proprie mogli durante la loro assenza, tornando nascostamente a Roma.
Collatino sapeva che nessuna moglie poteva battere la sua Lucrezia in quanto a pacatezza, laboriosità e fedeltà. Così portò con sé gli altri nobili, tra cui Sesto Tarquinio, a vederla, nel pieno della notte, e poterono constatare che Lucrezia stava pacatamente tessendo la lana, con le sue ancelle, mentre le nuore del re si divertivano in banchetti e orge.
Tito Livio racconta che Sesto Tarquinio, invitato a cena da Collatino, conobbe la nobildonna e se ne invaghì per la bellezza e la provata castità. Fu così preso dal desiderio di averla a tutti i costi. Qualche giorno più tardi, Sesto Tarquinio, all’insaputa di Collatino, andò a Collatia da Lucrezia che lo accolse in modo ospitale, non sapendo quali fossero le sue reali intenzioni. Terminata la cena, andò a coricarsi nella stanza degli ospiti. Nel pieno della notte, colto da estrema passione, decise di recarsi nella stanza di Lucrezia con la spada. La immobilizzò dicendole:
« Lucrezia chiudi la bocca! Sono Sesto Tarquinio e ho una spada in mano. Una sola parola e sei morta! »
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 58.)
La povera donna, colta da terrore, capì che rischiava la morte, mentre Sesto le dichiarava il suo amore, alternando suppliche a minacce. Vedendo che Lucrezia era irremovibile, la minacciò che l’avrebbe uccisa e che l’avrebbe disonorata, sgozzando un servo e mettendoglielo nudo accanto. Lucrezia di fronte a una tale minaccia, cedette e acconsentì ad essere violata nell’onore. Sesto ripartì soddisfatto di quanto aveva compiuto. Lucrezia allora, inviò un messaggero al padre a Roma ed al marito ad Ardea, pregandoli di venire da lei al più presto, insieme ad un amico fidato, poiché era successa una cosa tremenda. Arrivarono dalla donna Spurio Lucrezio insieme a Publio Valerio, figlio di Voleso, e Collatino insieme a Lucio Giunio Bruto. Giunti i suoi cari, in lacrime spiegò l’accaduto e si trafisse il petto con un pugnale che nascondeva sotto la veste.  (Wikipedia)

SANTA CHIARA

Santa Chiara, al secolo Chiara Scifi (Assisi, 1193 circa – Assisi, 11 agosto 1253), è stata una religiosa italiana, collaboratrice di san Francesco e fondatrice delle Monache Clarisse: è stata dichiarata santa da papa Alessandro IV nel 1255 nella Cattedrale di Anagni. Il 17 febbraio 1958 venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Nella notte della domenica delle Palme del 1211 o 1212, quando ha solo 18 anni, Chiara fugge da una porta secondaria della casa paterna, situata nei pressi della cattedrale di Assisi, San Rufino. Subito raggiunge Francesco d’Assisi e i primi frati minori presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, già da allora comunemente detta la Porziuncola, dipendente dal monastero di San Benedetto al Subasio. A sottolineare la sua condizione di penitente, Francesco le taglia i capelli, le dà una tunica e la fa entrare nel monastero benedettino di San Paolo delle Badesse presso Bastia Umbra a 4 chilometri da Assisi, per poi cercarle ricovero presso un altro monastero benedettino alle pendici del monte Subasio: Sant’Angelo di Panzo. Qui, al riparo dalle ire familiari, viene presto raggiunta dalla sorella Agnese.  (Wikipedia)

BEATRICE (PORTINARI)

Beatrice Portinari, detta Bice, maritata de’ Bardi (Firenze, 1266 circa – Firenze, 8 giugno 1290), è, secondo alcuni critici letterari, la figura storica dietro il personaggio dantesco di Beatrice.

La data di nascita di Beatrice è stata ricavata per analogia con quella presunta di Dante (coetanea o di un anno più piccola del poeta, che si crede nato nel 1265); la data di morte è ricavata dalla Vita Nuova di Dante stesso e forse non è altro che una data simbolica. Anche molte delle notizie biografiche provengono unicamente dalla Vita Nuova, come l’unico incontro con Dante, il saluto, il fatto che i due non si scambiarono mai parola, ecc.
Beatrice, figlia di un banchiere, si era imparentata con un’altra famiglia di grandi banchieri, i Bardi, andando in sposa ancora giovanissima, appena adolescente, a Simone, detto Mone. È recentissimo il ritrovamento di nuovi documenti nell’archivio Bardi su Beatrice e suo marito da parte dello studioso Domenico Savini

LUCREZIA BORGIA

Lucrezia Borgia (Subiaco, 18 aprile 1480 – Ferrara, 24 giugno 1519) fu la terzogenita di Papa Alessandro VI e della sua amante Vannozza de Candia dei Cattanei. Fu Duchessa di Ferrara dal 1502 alla sua morte.
Fin dagli undici anni fu soggetta alla politica matrimoniale collegata alle ambizioni politiche prima del padre e poi del fratello Cesare Borgia. Quando il padre ascese al soglio pontificio la dette inizialmente in sposa a Giovanni Sforza, signore di Pesaro, ma pochi anni dopo, in seguito all’annullamento del matrimonio, Lucrezia sposò Alfonso d’Aragona, figlio illegittimo di Alfonso II di Napoli. Un ulteriore cambiamento delle alleanze, che avvicinò i Borgia al partito filofrancese, portò all’assassinio di Alfonso, su ordine di Cesare.
Dopo un breve periodo di lutto trascorso a Nepi con il figlio avuto da Alfonso, Lucrezia partecipò attivamente alle trattative per le sue terze nozze, quelle con Alfonso d’Este, primogenito di Ercole duca di Ferrara, il quale dovette, pur riluttante, accettarla in sposa. Alla corte estense Lucrezia fece dimenticare la sua origine di figlia illegittima del papa, i suoi due falliti matrimoni e tutto il suo passato burrascoso; infatti, grazie alla sua bellezza ed alla sua intelligenza, si fece ben volere sia dalla nuova famiglia che dalla popolazione ferrarese.
Perfetta castellana rinascimentale, acquistò la fama di abile politica e accorta diplomatica, tanto che il marito arrivò ad affidarle la conduzione politica e amministrativa del ducato quando doveva assentarsi da Ferrara. Fu anche un’attiva mecenate, accogliendo a corte poeti e umanisti come Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Gian Giorgio Trissino e Ercole Strozzi.
Dal 1512, per le sventure che colpirono lei e la casa ferrarese, Lucrezia iniziò ad indossare il cilicio, s’iscrisse al Terz’ordine francescano, si legò ai seguaci di San Bernardino da Siena e di Santa Caterina e fondò il Monte di Pietà di Ferrara per soccorrere i poveri. Morì nel 1519, a trentanove anni, per complicazioni dovute ad un parto.  (Wikipedia)

ANITA GARIBALDI

La ragazza si mostrò emancipata sin dall’inizio: amante della natura, imparò presto a cavalcare. Non esitò a fare il bagno nuda nel mare, senza curarsi della reazione scandalizzata degli abitanti della località e della stessa madre, che reagì negativamente anche quando Ana, mentre raccoglieva granchi in riva al mare, fu toccata da un giovane ubriaco, e reagì sferrandogli un calcio, denunciandolo poi presso la gendarmeria. Lo zio Antonio, nello stesso periodo, la iniziò ai discorsi politici e agli ideali di giustizia sociale, in un Brasile governato dal pugno duro dell’impero.
Tutti questi atteggiamenti suscitarono attorno a lei numerose maldicenze, e la madre, sperando ricondurla alla ragione, le impose di sposare un calzolaio di Laguna, Manuel Duarte de Aguiar. Il matrimonio avvenne il 30 agosto 1835, il giorno stesso in cui la giovane compiva quattordici anni. 
Nel 1835 scoppiò la rivolta farroupilha, ossia la rivolta degli straccioni. La sommossa popolare segnò profondamente l’animo di Anita, che guardava con ammirazione i ribelli, sognando di poter un giorno compiere le loro stesse gesta. Dopo quattro anni, il 22 luglio 1839, i rivoluzionari conquistarono momentaneamente la città, e gran parte degli abitanti di Laguna si recò in chiesa per intonare un Te Deum di ringraziamento al Signore. La ragazza era tra loro. Fu in questa occasione che vide per la prima volta Giuseppe Garibaldi, anch’egli presente nel luogo sacro assieme agli altri protagonisti della rivoluzione.
Ricorda Garibaldi, nelle Memorie, come il giorno seguente i due si incontrarono nuovamente, e lui la fissasse intensamente dicendole «Devi essere mia». Questa frase, pronunciata in italiano (non conosceva ancora bene il portoghese), la legò a lui per sempre:
« Con quelle semplici parole avevo creato un legame che solo la morte doveva sciogliere. Avevo trovato un tesoro nascosto, ma un tesoro di tale prezzo da indurmi anche a commettere un delitto per possederlo, purché tutta la responsabilità dovesse cadere sopra di me. »
Da quel momento, dopo aver verosimilmente abbandonato il marito, Anita sarà la compagna di Garibaldi, la madre dei suoi figli e la compagna di tutte le sue battaglie. Combatterà sempre con gli uomini, e pare che venga spesso assegnata alla difesa delle munizioni, sia negli attacchi navali sia nelle battaglie terrestri. (Wikipedia)

ELEONORA DUSE

Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) è stata un’attrice teatrale italiana.
Fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell’Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti un po’ enfatici.
Nel 1881 Eleonora Duse sposò Tebaldo Checchi, attore nella sua compagnia; l’unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva. Nel 1884 la Duse si legò ad Arrigo Boito, che adattò per lei Antonio e Cleopatra di William Shakespeare. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni: gli incontri avvenivano presso Ivrea al castello di San Giuseppe dimora di un comune amico, Giuseppe Bianchi. In questo periodo, l’attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura, ed il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito. Ebbe una relazione con Lina Poletti che durò due anni.
Il momento fondamentale sia nella vita che nella carriera artistica di Eleonora Duse fu il definitivo incontro a Venezia, nel 1894, con Gabriele D’Annunzio, allora poco più che trentenne. Il tempestoso legame sentimentale ed artistico che si stabilì fra l’attrice e il giovane poeta durò una decina d’anni, e contribuì in modo determinante alla fama di D’Annunzio. Eleonora Duse, già celebre ed acclamata in Europa e oltre oceano, portò infatti sulle scene i drammi dannunziani (Il sogno di un mattino di primavera, La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio), spesso finanziando ella stessa le produzioni e assicurando loro il successo e l’attenzione della critica anche fuori dall’Italia. Ciò nonostante, nel 1896 D’Annunzio le preferì Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte.
La sua amicizia con Isadora Duncan con la quale si incontrava nelle tournée europee fu molto “chiacchierata”.[senza fonte] Negli anni novanta, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Ibsen, Casa di bambola, La donna del mare, Hedda Gabler e Rosmersholm. Quest’ultimo, in particolare, fu da lei ripreso anche al Théâtre de l’Oeuvre di Parigi (1898) con la regia di Lugné-Poe, e in un memorabile allestimento con le scene di Edward Gordon Craig (1906). Nel 1909 Eleonora Duse abbandonò il teatro.
Pochi anni dopo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere, tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda. Tornata sulle scene nel 1921, si spense nel corso dell’ultima tournée americana, a Pittsburgh, il 21 aprile 1924. È sepolta nel cimitero di Asolo, secondo la sua volontà. Dopo la sua morte, a suo nome sono stati intitolati numerosi teatri, oltre a scuole e toponimi in varie città italiane. Inoltre, in mostra in importanti musei in tutto il mondo, è stato esposto il guardaroba dell’attrice restaurato da Fausto Sarli. Le è stato dedicato un cratere di 30 km di diametro sul pianeta Venere.  (Wikipedia)

MARIA MONTESSORI

Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952) è stata una pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria italiana, nota per il metodo che prende il suo nome, usato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo, ed è stata la prima donna a laurearsi in medicina in Italia.

La tomba di Maria Montessori a Noordwijk (Paesi Bassi). La scritta dice: Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo. (Wikipedia)

SILVANA MANGANO

GINA LOLLOBRIGIDA

SOFIA LOREN

MONICA BELLUCCI

SABRINA FERILLI

MARIA GRAZIA CUCINOTTA

CARLA BRUNI

Carla Gilberta Bruni Tedeschi, conosciuta come Carla Bruni, nome che lei continua ad utilizzare per la carriera artistica, o Carla Bruni-Sarkozy, che utilizza a seguito del matrimonio con Nicolas Sarkozy, (Torino, 23 dicembre 1967), è un’ex modella, cantautrice, attrice, giàPremière dame di Francia, italiana naturalizzata francese.

È la terza moglie dell’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, dal quale ha avuto una figlia, Giulia, il 19 ottobre 2011. Secondo la rivista Forbes è stata nel 2010 al 35º posto nella lista delle donne più potenti del mondo. (Wikipedia)

LUCIANA LITTIZZETTO

Luciana Littizzetto (Torino29 ottobre 1964) è un’attricecabarettistadoppiatriceconduttrice radiofonicascrittrice e conduttrice televisiva italiana

LE SIGNORINE BUONASERA

La locuzione signorine buonasera definisce le storiche annunciatrici della RAI - Radiotelevisione Italiana[1] anche se, per estensione, può essere estesa alle annunciatrici delle TV private che, attraverso le syndication televisive hanno avuto una notorietà nazionale per poi diventare anch’esse reti televisive nazionali.

Sono ricordate per il saluto con cui aprivano l’annuncio:

« Signore e signori, buonasera … »

Per moltissimi anni questo ruolo è stato, nella televisione italiana, esclusivamente appannaggio delle donne, sia nella tv pubblica sia nelle televisioni commerciali nazionali e locali sia nelle piattaforme satellitari, a differenza delle altre televisioni europee dove l’annuncio dei programmi era fatto anche da uomini (ad esempio nella TVE, la TV pubblica spagnola); l’unica eccezione si è verificata tra il 5 luglio 2009 e il 2010, quando la Rai ha assunto Livio Beshir come annunciatore di Rai 2.

LE VELINE

The term velina is a term in Italian journalism which indicates a news item, typically released by some governative environment, stating an official statement about something, even if clearly different from reality. This term, originating in the 1920s during Fascism, parodies the official information system, which was submitted to the regime.

Inside the TV show Striscia la Notizia, the veline are two young women in their early twenties (one blonde, the other brunette), who recall the dancing stars of the variety show. Initially, they came onstage to hand the news to the hosts; today they perform short dance breaks or stacchetti, always finishing up on the news anchors’ desk.

The names of the veline for each season of Striscia are announced after a long beauty pageant during the summer. The program is called Veline. A similar program, “Velone” (which means “big veline”), is a contest for women in their 60s (although some are nearly 100). As in “Veline,” the women dance and perform in brief sketches. 

18 Maggio 2014

Dear friends, last Sunday we spoke of which types of uniforms you could find in Italy. We won’t enter in too many militar details, but we will focus on the clothes. Because Italy is fashionable also in those!

You will see also the different typologies of cars. So that you know what to ask, to each official, when visiting our beautiful country.

Enjoy!

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Let me start with a nice image of the “Frecce Tricolore”. Please consider it as a uniform for our sky. Our boys up there are really talented!

See them here.

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Sono attualmente impegnati in missioni di pace e aiutano popolazioni in difficoltà. Si occupano anche di missioni speciali, come Viviana ci ha raccontato. Per esempio: accompagnare a Pittsburgh (al Children’s Hospital) Giorgia, una bellissima bambina che sta cercando di curarsi da una malattia rarissima e terribile. Ecco una foto dell’estate 2013:

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« La fondazione del corpo fu dapprima ideata a Cagliari nel giugno 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoiare di Sardegna, concretizzatasi il 13 luglio 1814, una volta rientrato a Torino, con la promulgazione delle Regie Patenti,[2] allo scopo di fornire al Regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie

È una forza militare di polizia (gendarmeria) in servizio permanente di pubblica sicurezza. Per via della sua doppia natura di forza militare e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa del territorio italiano, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all’estero sulla base della pianificazione d’impiego stabilita dal capo di stato maggiore della Difesa, esercita le funzioni di polizia militare nonché, ai sensi dei codici penali militari, di polizia giudiziaria militare alle dipendenze della giustizia militare. Nell’ambito dei poteri dipolizia esercita le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza alle dipendenze funzionali del ministro dell’Interno

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Contro le frodi fiscali.

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C’è anche la Lamborghini della Polizia!

«In December 2004, two L140 Gallardos were donated to the Italian police in honour of the force’s 152nd anniversary, one came from Automobili Lamborghini SpA while a second was donated by an independent organization.

The Gallardo Police Cars are used by the traffic police (Polizia Stradale) during emergencies and alarm situations on the Salerno-Reggio Calabria highway, also under the powers of the special safety operative which is already being employed along that tract of highway and, above all, for the transport of body organs destined for transplantation.» (Wikipedia)

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La polizia nelle prigioni.

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Proteggono l’ambiente e gli animali che sono protetti dalla legge. Vegliano sulla stagione di caccia (hunting season) e cercano di prevenire gli incendi.

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The italian Firemen

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Proteggono l’ordine pubblico in mare e in zone marittime.

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La polizia “locale” è composta di “vigili urbani” che, principalmente, fanno le multe (they ticket you) se parcheggi dove non si deve. Watch out! 

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La Guardia svizzera pontificia è un corpo armato fedelmente al servizio del papato dal 22 gennaio1506. Si tratta dell’unico corpo di guardie svizzere ancora operativo.

La Guardia svizzera pontificia è attualmente composta di 110 uomini e si occupa della vigilanza, della sicurezza e della protezione del papa all’interno del Palazzo Apostolico e durante i suoi viaggi, oltre che dei servizi d’onore durante le udienze e i ricevimenti.

La Guardia svizzera presiede, congiuntamente con il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, alle cerimonie nella basilica di San Pietro e nell’aula Paolo VI; si occupa inoltre del controllo degli accessi in Vaticano e, durante la sede vacante, della protezione del collegio cardinalizio.

La diffusa opinione che l’uniforme sia stata disegnata da Michelangelo, dovuta anche al fatto che l’artista si trovava a Roma all’arrivo del primo contingente di soldati elvetici, è tuttavia una sorta di leggenda: l’attuale divisa, infatti, è stata concepita dal comandante Jules Repond agli inizi del XX secolo, ispirandosi alle divise storiche e all’opera di Raffaello.

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« Gli Alpini sono le truppe da montagna dell’Esercito Italiano, come lo erano per il Regio Esercito, e rappresentano una specialità dell’arma di fanteria specializzata nella guerra sui terreni montani. Queste truppe, sono attualmente organizzate sostanzialmente su due brigate operative inquadrate nel Comando truppe alpine.

Formatisi il 15 ottobre 1872, gli Alpini sono il più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo, originariamente creato per proteggere i confini montani settentrionali dell’Italia con Francia, Impero austro-ungarico e Svizzera. Nel 1888 gli Alpini furono inviati alla loro prima missione all’estero, in Africa, continente nel quale sono tornati più volte nella loro storia, per combattere le guerre coloniali del Regno d’Italia. Essi si sono distinti durante la prima guerra mondiale, quando furono impiegati nei combattimenti al confine nord-est con l’Austria-Ungheria, dove per tre anni dovettero confrontarsi con le truppe da montagna austriache e tedesche, rispettivamente Kaiserschützen e Alpenkorps, in quella che da allora è diventata nota come la “guerra in alta quota”. Durante la seconda guerra mondiale, gli alpini combatterono a fianco delle forze dell’Asse principalmente nei Balcani (nel difficile teatro greco-albanese) e sul fronte orientale, dove, impegnate sulla linea del Don invece che nel Caucaso come inizialmente previsto, subirono perdite gravissime durante la battaglia difensiva e la tragica ritirata dell’inverno 1942-1943.

A causa della riorganizzazione dell’Esercito Italiano dopo la fine della guerra fredda, nel 1990 tre delle cinque brigate alpine e molte unità di supporto furono sciolte. Dal 2003 gli Alpini sono impegnati in Afghanistan. » (Wikipedia)

Gli Alpini sono un corpo impegnato anche in caso di terremoti, accorrendo sempre pronti a dare una mano.

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Qui sopra, il Cappello dell’Alpino, con la distintiva “penna” (feather) lunga circa 25–30 cm. È portata sul lato sinistro del cappello, leggermente inclinata all’indietro, di corvo, nera, per la truppa, di aquila, marrone, per i sottufficiali e gli ufficiali inferiori e di oca bianca per gli ufficiali superiori e generali.

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Poche settimane fa c’è stata una adunata (a gathering of soldiers) in Pordenone. It was possible to get very cool merchandise. If you want to buy it, you can find it here.

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Qui invece trovate un po’ di canzoni da una playlist su YouTube.

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Metto anche la bella canzone “La Bandiera del Tricolore”. Ecco il video

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Per concludere, ecco i numeri da chiamare in caso di emergenza, in Italia:

112 carabinieri

113 polizia

114 emergenza infanzia

115 vigili del fuoco

117 guardia di finanza

118 emergenza sanitaria

1515 emergenza ambientale

1530 emergenza in mare